RDId: Il sistema di identificazione per la sicurezza sui luoghi del lavoro

Area Comunicazione
By Area Comunicazione aprile 18, 2017 09:25

La riduzione dell’esposizione ai rischi è da sempre uno dei mantra della sicurezza sui luoghi di lavoro. Il datore, infatti, ha l’obbligo di provvedere affinché in ambito lavorativo sia effettuata una riduzione dei rischi a monte, limitando al minimo il numero dei lavoratori che ne possono essere esposti o adottando misure di protezione, sia collettive che individuali.

In alcune attività la riduzione dei rischi può essere favorita attraverso l’utilizzo di sistemi RFId (Radio-Frequency Identification), una tecnologia che permette il riconoscimento a distanza di un oggetto per mezzo di comunicazioni radio. Tali sistemi offrono “soluzioni innovative per raggiungere taluni degli obiettivi di salute e sicurezza richiesti dal Testo Unico”. È quanto riporta il nuovo documento del “Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti” dell’Inail, dal titolo “RFId in applicazioni di sicurezza”. A partire dalla filosofia del funzionamento, fa un excursus attraverso i metodi di utilizzo, alcune applicazioni di sicurezza o quelle usate in ambito sanitario, le criticità rilevate e le altre tecnologie di comunicazione (Wi-Fi, UWB, Bluetooth LE, ZigBee, NFC) impiegabili ed impiegate.

E’ possibile superare il limite intrinseco nella distanza tra il reader e l’oggetto, vero limite dei sistemi attuali con codici a barre e bande magnetiche, proprio tramite la RFid, grazie alle comunicazioni a radiofrequenza (RF). Il sistema di funzionamento è molto semplice: come specificato nel documento, “all’oggetto che deve essere riconosciuto è accoppiato un trasponder (Tag) in grado di comunicare via radio le informazioni richieste da un apposito Reader. Ogni Tag può essere identificato in modo univoco grazie ad un codice memorizzato nel proprio microchip. Lo stesso Tag può assumere qualunque forma si desideri, può essere esposto agli agenti atmosferici o essere rivestito con il materiale più idoneo al tipo di utilizzo che si vuole fare dell’oggetto su cui è applicato. Può, inoltre, può immagazzinare anche una cospicua quantità di dati e consentire operazioni di lettura e scrittura in tempo reale a distanza di alcuni metri”.

È importante sottolineare che il sistema RFId “non può essere usato come barriera immateriale. Una simile barriera è usata in un sistema di comando di una macchina per impedire l’accesso a zone pericolose. Il dispositivo entra in funzione quando un raggio ottico è interrotto dal passaggio di oggetti o parti del corpo di una persona. In pratica, nell’istante in cui il raggio è interrotto, il sistema di comando conosce la posizione di chi lo sta interrompendo, quindi avvia azioni che portano la macchina in uno stato sicuro”.

Ma un sistema RFId “non può conoscere la posizione se in precedenza non è stato associato un Tag. Per tale motivo non può mettere in sicurezza la macchina se eventuali soggetti sprovvisti di Tag entrano nella zona operativa del Reader”.

Tuttavia un sistema RFId funziona molto bene per “consentire l’accesso ad una zona pericolosa a persone che siano autorizzate (ad esempio dotate di Tag), quindi come chiave, o per consentire l’attivazione di taluni dispositivi (come un’attrezzatura di lavoro) solo da parte di un operatore noto (che indossi un Tag). Anzi da questo punto di vista ha anche funzionalità superiori, in quanto il Tag è dotato di un identificativo, per cui può essere messa in atto una gerarchia di autorizzazioni”.

In ogni caso è importante comprendere che se in molte applicazioni “non è possibile utilizzare il sistema RFId come sicurezza principale, poiché protegge solo chi porta un Tag”, di contro è possibile “utilizzarlo come sicurezza addizionale. Infatti è più semplice e naturale il suo uso come “chiave” o come utensile per disattivare una barriera di sicurezza, o nel caso si debba accedere a qualche modalità operativa particolare (come ad esempio il “modo di manutenzione” o il “modo di addestramento”)”.

 

Giuseppe Cozzolino

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By Area Comunicazione aprile 18, 2017 09:25
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