Politica industriale: i nodi del prossimo governo, dal caso Ilva all’Alitalia

redazione
By redazione agosto 23, 2019 11:34

La politica industriale italiana richiede scelte delicate, ponderate, ma di sicuro ineludibili. Sono tanti, infatti, i nodi che si presenteranno ad un eventuale nuovo governo, il quale dovrà fare il punto sul destino di molte realtà industriali che hanno segnato la storia del Paese.

I casi di Ilva e Alitalia sono sicuramente i più cocenti sui quali un pronosticato governo PD-M5S dovrà trovare delle convergenze (allo stato dell’arte ancora irrealizzabili) e soprattutto delle soluzioni, vista l’incertezza che affligge ormai da tempo lavoratori e dirigenze.

Per quanto riguarda l’Ilva, il decreto legge approvato “salvo intese” prima della crisi di governo, riammetterà tutele legali circoscritte alle condotte di esecuzione del piano ambientale fino a scadenza dei termini di attuazione. Il decreto, per come è impostato, non è, però, ancora entrato in vigore e manca, da parte di ArcelorMittal, una pronuncia positiva sulla norma, che scongiuri la chiusura degli stabilimenti. A luglio è stata avviata intanto la cassa integrazione per circa 1.400 lavoratori. Sull’ILVA, PD e M5S hanno posizioni decisamente opposte.

Gli ultimi sviluppi della situazione Alitalia, in vista del closing di settembre e del palesarsi della cordata, vedono Atlantia, Delta e Ministero dell’Economia partner della Newco, ma il PD sembrerebbe contrario ad una maggioranza di Fs e Mef, vista come nazionalizzazione e come un modo per distogliere FS dai suoi impegni legati al trasporto, nonché come un peso sui contribuenti.

Insomma, anche in tal caso posizioni molto differenti per i presunti futuri partner di governo che dovranno trovare un accordo sul terreno più ostico e più distante tra i due: la politica industriale italiana.

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By redazione agosto 23, 2019 11:34